Soffro lo stress

Da quando sono diventata (per forza di cose) una casalinga disperata ho maturato diverse ossessioni.

Prima c’è stata quella per l’ordine: scatole per contenere ogni cosa, libri ordinati in base alla loro altezza, cd posizionati a seconda del genere musicale, ecc.

A seguire quella per la pulizia: faccende domestiche suddivise per giorni ed eseguite meticolosamente seguendo uno schema ben preciso.

Attualmente sono vittima della mania per le offerte al supermercato

E’ indifferente se si tratti di Esselunga, Auchan, Gigante o Carrefour, la prima cosa che faccio, non appena metto piede in uno dei punti vendita di queste catene, è dirigermi nel reparto dedicato alle offerte. Ed è proprio lì che si scatenano i miei attacchi di shopping convulsivo: confezioni da tre di shampoo; confezioni maxi di tovaglioli (sia bianchi che colorati, per le grandi occasioni); confezioni triple di detersivo per lavatrice; pacchi da 1 kg di biscotti; pacchi scorta di carta igienica; e via dicendo.

Penso che se non ci fosse F. a mettere un freno alla mia furia comprerei anche le scatolette per il gatto.

Inutile dire che, ovviamente, non abbiamo animali domestici.

Sono troppo choosy

Lo so, in questi giorni se ne sono dette davvero tante e sono stati scritti centinaia di post sull’argomento. Ma vi prego, lasciatemi dire la mia.

Di cosa sto parlando? Ma ovviamente dell’ultima ed esilarante “uscita” della Ministra Elsa Fornero.

Dopo averci regalato le sue (inutili e patetiche) lacrime, ora non smette di regalarci delle splendide perle, di cui (ovviamente) faremmo volentieri a meno.

Lasciamo stare che le sue parole arrivano dall’alto di una carica istituzionale, da cui certi giudizi non dovrebbero arrivare con così tanta facilità; lasciamo stare che sua figlia è stata prontamente “piazzata” a dovere; e lasciamo anche stare la terribile situazione in cui attualmente vige il nostro Paese. Quello che mi fa veramente incazzare è l’abitudine, così cara ai nostri governanti, di sputare sentenze.

Ma cosa ne sapete voi di quello che stanno vivendo i giovani in questo momento storico?

Sì, sono choosy, perché ho studiato per cinque anni e non voglio accontentarmi di un lavoro qualunque, ma di qualcosa che almeno si avvicini a quello che ho studiato.

Dicevano che conoscere l’inglese era fondamentale, e quindi me ne sono andata tre mesi all’estero per un corso di lingua (per cui ho investito circa 1000 dollari, prelevati dai miei risparmi).

Dicevano che da qualche parte bisogna pur iniziare, e così ho accettato sei mesi di stage mal retribuito, pur di riuscire ad entrare nel mondo del lavoro. In questi mesi ho cercato di fare del mio meglio, di imparare quante più cose possibili, mentre ingoiavo parecchi rospi.

Dicono che non bisogna rimanere fermi, che cercare di farsi conoscere in qualche modo, così ho iniziato a scrivere (gratis!) articoli per un sito web.

Da maggio avrò inviato più di duecento candidature, e nella maggior parte dei casi nessuno si è degnato neanche di rispondermi con un’email di due righe. Ho fatto almeno una decina di colloqui, e nessuna santissima volta qualcuno si è preso la briga di scrivermi quelle famose due righe per informarmi che la scelta era ricaduta su qualcun’altro.

Ma cosa ne sa lei, mia cara Elsa, del disagio che vivo ogni giorno, dell’amarezza che provo ogni volta che mi alzo? La prego, mi faccia un favore personale: la prossima volta che sente il bisogno di dire una stronzata, conti fino a 10 e poi stia zitta. Grazie.

Manie cinefile

Settembre è da sempre il mio mese preferito, e non solo perché festeggio il mio compleanno.

Settembre, infatti, è soprattutto il mese in cui la programmazione cinematografica riprende forma e consistenza, e ricominciano le mie incursioni all’interno delle sale.

Andare al cinema non è solo una passione, ma un vero e proprio rito. Io e F., infatti, una volta scelto il film, scegliamo con cura non solo l’orario che maggiormente ci aggrada, ma anche il cinema adatto. Tutto questo perché al termine della proiezione è d’obbligo un aperitivo o una cena per parlare della pellicola appena vista.

E la stagione cinematografica non poteva iniziare nel modo migliore: quattro film italiani, quattro storie forti, quattro registi incredibili.

Abbiamo aperto il “ciclo” con La bella addormentata di Marco Bellocchio. Una pellicola che prende spunto dalla vicenda di Eluana Englaro per parlare dell’eutanasia, e non solo. Il regista, però, non dà giudizi, non ci dice cosa sia giusto o sbagliato, anzi racconta differenti punti di vista per differenti storie. Superlativo il cast, iniziando da Toni Servillo, passando per Alba Rohrwacher e Isabelle Huppert e concludendo con Maya Sansa, per uscire dal cinema senza una risposta precisa, ma sicuramente pieni di interessanti interrogativi.

Poi è stata la volta di Daniele Ciprì e del suo È stato il figlio, una storia che di mafia parla solo marginalmente, perché quello di cui veramente si occupa è di povertà e miseria, e di quello che esse spingono i protagonisti a fare. Anche qui la fa da padrone un (seppur eccessivo) Toni Servillo, egregiamente accompagnato dall’esordiente Fabrizio Falco, che proprio quest’anno, al Festival di Venezia, si è aggiudicato il premio Mastroianni.

Il sabato successivo ci siamo dedicati alla visione di Gli equilibristi, del regista Ivano De Matteo, dove un eccezionale Valerio Mastandrea interpreta un padre di famiglia alle prese con un difficile divorzio. Difficile non solo per tutti i sentimenti e le emozioni che genera, ma soprattutto per le difficoltà economiche che comporta. “Il divorzio è per quelli ricchi” recita uno degli attori coinvolti, ed i fatti dimostrano proprio questo, che al giorno d’oggi non ci si può permettere di far fallire un matrimonio.

Il mese si è concluso con Reality, ultima fatica del regista di Gomorra, Matteo Garrone. Ambientato a Napoli, il film racconta la storia di Luciano, pescivendolo con la vocazione per lo spettacolo. Su insistenza delle figlie, Luciano fa il provino per entrare al Grande Fratello e da quel momento inizierà un vera e propria discesa verso il baratro.

TV series addicted

Vi ricordate di Fox Mulder, agente dell’FBI dinoccolato e un po’ svampito? Ecco, dimenticatelo e passate ad Hank Moody, affascinante quanto spietato scrittore newyorkese.
Hank ha due grandi passioni nella vita: la scrittura e Karen, la donna che ama ma che non riesce a tenere al suo fianco.
Per seguire da vicino la trasposizione cinematografica del suo romanzo, Hank, Karen e la piccola Becca si trasferiscono a Los Angeles. Ed è qui che inizieranno tutti i loro guai.
Los Angeles diventerà per Hank il luogo della perdizione, e bere alcool e scopare le sue principali occupazioni.
Le svariate avventure occasionali che si concede non fanno altro che allontanare Karen sempre di più, ed accrescere l’odio e il biasimo che Becca prova nei confronti di suo padre.
Nonostante tutto questo però non riuscirete a fare a meno di amare Hank, il suo sarcasmo, la sua ironia ed il suo fascino.

Hank Moody
Ed è lo stesso amore incondizionato che proverete nei confronti di Sean McNamara e Christian Troy, i due chirurghi plastici più famosi e pagati di Miami.
Nel corso di sei serie e cento episodi ne succederanno di tutti i colori: triangoli amorosi, segreti di famiglia, scopate clandestine, ripicche e sotterfugi, malattie e dolori, faranno da collante a tette rifatte, liposuzioni ed interventi estetici di ogni genere.

Christian e Sean

 

Californication e Nip/Tuck sono due splendide serie tv statunitensi (a mio parere due delle più riuscite) che mettono a nudo la società americana, svelandone vizi e segreti.
Il culto della bellezza, il sesso come merce di scambio, il denaro venerato come un dio, sono temi affrontati con un sarcasmo forte e spietato, a dimostrazione del fatto che anche una vita apparentemente dorata ha i suoi lati oscuri.

Holidays

Le vacanze stanno per terminare, ed inevitabilmente mi chiedo: ma vacanza da cosa?
Da una cittadina sonnolenta, dove la principale preoccupazione degli abitanti è che i fiori abbiano abbastanza acqua? Dalla spasmodica ricerca di un lavoro che non si capisce dove diamine sia finito? Dalle piogge nei week-end ed il caldo torrido infrasettimanale? Da parenti opprimenti e frustrati per cui la tua presenza nelle loro vite è manna dal cielo?
Non lo so, fatto sta che a dispetto delle mie aspettative mi sono già stancata della mia città del Sud. Sarà che l’ho trovata in uno stato piuttosto decadente; sarà che le persone sembrano essere appena uscite dagli anni ’80 (non chiedetemi come sia possibile, ma vi giuro che è vero!); sarà che per tua madre resterai sempre una bambina da accudire; sarà che hai ricevuto una notizia di cui proprio non sentivi l’esigenza; sarà che il numero delle persone che lasci qui diminuisce sempre di più.
Sarà per queste e tante altre ragioni che non vedo l’ora di tornare in un posto da cui ogni giorno sogno di scappare!

Habby B-Day Mick

Nel 1963, Andrew Loog Oldham, produttore di programmi per la BBC, disse a proposito dei Rolling Stones:

“La band è ok. Ma liberatevi di quel cantante, con quei labbroni potrebbe spaventare le ragazze.”

Oggi, 26 luglio 2012, i Rolling Stones sono ancora insieme, Mick Jagger compie 69 anni, e si dice in giro che di ragazze ne abbia avute 4000.

Mai sottovalutare le coincidenze

Hai voglia di sbatterti, sono sempre le coincidenze a fotterti.

C’è poco da fare: trovarsi al posto giusto nel momento giusto è l’unico modo per andare avanti nella vita.

Non voglio cadere in banali considerazioni sulla meritocrazia, non ne ho voglia. E poi chi sono io per giudicare me stessa migliore di qualcun’altro?

Chissà forse non mi sono impegnata abbastanza, ma non è detto che non sia troppo tardi per farlo. O forse lo è?

Ho quasi 27 anni, non ho un lavoro e le uniche prospettive che si intravedono all’orizzonte (per rimanere nel mio settore) sono l’ennesimo stage o  una malpagata attività da freelance.

Perlomeno ogni giorno, alle 18, quei due splendidi occhi verdi varcano la soglia di casa e tutto questo mi sembra meno pesante.

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